1 anno e più della Magna Via Francigena!

“I bizzarri fratelli di strada che incontrerai e la fraternità di chi vive all’aria aperta ti daranno molte nuove idee e una nuova e più ampia prospettiva sulla vita da molti punti di vista…” BP

Oggi la MVF compie un anno!
17/06/17 era il primo giorno del #CamminoInaugurale ma con discrezione e riservatezza la Magna Via Francigena era nata già da un po’….

È ri-nata nel 2009 e forse prima con gli studi del primo gruppo di #mattichecamminanosuisogni.
È stata concepita durante l’#APRIPISTASCIrOCCATO dell’estate 2013.
È stata messa alla luce quando la prima vera pellegrina l’ha percorsa in autonomia orientata dalle tracce gpx e seguita a distanza da @mvfmamy e @babbomvf .

Successivamente si è diffusa la notizia, sono arrivati i doni, le prime accoglienze, i segnali arrangiati con la vernice gialla donata dalle suore, poi #metticiustichers, finalmente paletti e frecce… 1, 2 3, 4, 10, 70, 100, 700 e più pellegrini!

IreBabyPellegrina

Ha camminato ormai un mese fa la più piccola pellegrina che abbia percorso Magna Via Francigena, Irene!
Tenace lei
Un po’ folle la sua mamma (non si offenderà!)

Quando Irene è venuta a prendere la sua credenziale era una bimbetta dagli occhi vispi, curiosi, stanca da un weekend intenso di trekking e giochi all’aria aperta, entusiasta per aver convinto MammaEle a portarla in cammino con i più grandi, con mille dubbi sul suo zaino.
Lo stesso entusiasmo di quando @babbomvf chiese a @mvfmamy di andare a camminare sulle rotte sicane…

Ogni giorno sui suoi passi e nei suoi racconti abbiamo rivissuto la gestazione del 2013, lo stupore del bello, la naturalezza nel rilevare le brutture, il #metticimanu nel fare la sua parte raccogliendo rifiuti in un sacchetto e portandoli sfacciatamente in dono al padrone di casa, la determinazione nel raggiungere la meta…

È cresciuta assai in questa esperienza #IreneBabyPellegrina, ha trovato tanti amici che hanno camminato al suo passo, l’hanno attesa, incoraggiata e la stanchezza del cammino le ha fatto tirare fuori prima del dovuto la sua indole adolescenziale … e la sua mamma lì a indicarle la strada, farla andare autonomamente, abbastanza distante da poterla seguire con lo sguardo, pronta a ribadirle rispetto e regole.

Concedeteci la vanità di sentirci genitori di questa adolescente impudente che è diventata la Magna Via Francigena … era solo una vecchia strada dimenticata, le abbiamo dato un nome, indicato il percorso, suggerito regole condivise.

È giovane, bella con grandi sogni e prospettive, tutti hanno qualcosa da insegnarle, suggerirle, correggerle, rimproverarle… crescerà e sarà bellissima, datele tempo e rispetto.
Non possiamo scegliere sempre per lei e selezionarle gli “amici”, saranno belli e bravi, non sempre giusti e onesti.
Ci facciamo da parte a volte, nel suo zaino ha l’essenziale e il necessario per avanzare autonomamente, ma non sarà mai sola, pronti a difenderla e proteggerla le ricorderemo sempre che passo dopo passo si costruisce insieme il bene – il bello – il giusto – il vero.

Annunci

La Via Mazarense si rivela a Geo!

25348489_1749136541763264_1284032389616345169_n
Geo… vi siete persi la puntata di questo venerdì o volete rivedere le altre?
 
Su RaiPlay potrete rivedere la Puntata del 15/12/2017
Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi ci hanno portati in treno, a velocità ridotta fino alla Valle dei Templi
A 53’27” potete conoscere Andrea Caschetto giovane siciliano super #ambasciatoredelsorriso che dopo una grave malattia, ha intrapreso un percorso che lo porta a girare il mondo donando il sorriso ai bambini più sfortunati.
Con noi in studio a 1h25’20” Pastry Chef Giuseppe Sparacello ci insegna a preparare i dolci tipici del territorio: #cubaita, #intrallazzo, #pastizzotti, #scorzedaranciaecioccolato e racconta la storia dell’attività di famiglia avviata in maniera semplice dal nonno e ora continua presso la Pasticceria Sparacello – creazioni Giuseppe Sparacello
A 1h28’40” scopriamo la Via Francigena Mazarense e vi raccontiamo questo nuovo progetto di recupero per #camminatori e #bikers integrato con la @SIbit da Ciclabili Siciliane – Sicily Cycling , raggiungibile con il treno storico rivalutato a uso turistico dalla Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane raccontato dal Dott. @Cantalamessa , attraversa le Saline Dello Stagnone Di Marsala, diventiamo #salinai per un giorno con Francesco Petretti attraverso le immagini di @Francesca Catarci
 
Il nostro piccolo continente Sicilia non finisce mai di stupirci…

Ancora Geo!

http---media.tvblog.it-3-39e-geo

Dopo il weekend ricco di incontri tra i Monti Sicani e il mare di Agrigento, progetti che si contaminano, sguardi che sognano insieme pronti a spingersi lontano, ringraziamo tutti gli amici che ci hanno accompagnati e accolti e per chi non è potuto venire a trovarci vi annunciamo che…

Continua la serie sui Cammini dItalia e venerdì 15 dicembre con Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi andremo oltre Agrigento!
A piedi con Davide o in bici con Giovanni
Cammini Francigeni di Sicilia e Ciclabili Siciliane – Sicily Cycling vi aspettano in onda su Rai3 per altro venerdì in compagnia di Geo
Ancora con noi l’amico Pastry Chef Giuseppe Sparacello

LA MAGNA VIA FRANCIGENA DI SICILIA a Geo&Geo di Francesca Catarci

E se lo dice la regista allora ci vediamo in onda!
 
 
 
in onda il 22 sett 2017
La troupe di Geo segue oggi il nostro naturalista Francesco Petretti sulla Magna Via Francigena di Sicilia, un’importante percorso che unisce Palermo ad Agrigento, passando nel cuore dell’isola.
Paesaggi solitari e assolati, un tempo granaio dell’Impero romano, oggi sono il magnifico scenario per i pellegrini e gli escursionisti che possono conoscere così un aspetto inedito dell’isola.
Francesco Petretti parte dal Casale San Pietro, dove gli archeologhi stanno scavando per riportare alla luce un sito romano e bizantino, nel tratto che collega Castronovo a Cammarata.
Ci racconta di Sutera, più vicina ad Agrigento, dove i pellegrini , facendo una piccola deviazione dalla via, salgono su Monte San Paolino, che regala una vista mozzafiato su tutta la Sicilia Occidentale, Etna e Madonie comprese.
Esplora poi, sempre nei pressi di Castronovo, l’oasi di Capelvere, una necropoli che risale al tempo dei Sicani.
 
Ci vediamo venerdì prossimo!”
Francesca Catarci

La valenza del progettare

Spesso ci avete chiesto il motivo di una scelta nel progetto delle Vie Francigene di Sicilia o della Magna Via Francigena, della decisione di passare da dsc_1919.jpguna parte piuttosto che da un’altra, della selezione di un centro piuttosto che un altro. Tutte richieste giuste che trovano risposta nella valore e nel peso  della progettazione all’interno di un percorso di sviluppo di un territorio.

Da quando ci siamo costituiti in associazione ed abbiamo messo insieme le poche forze che avevamo per studiare e valorizzare il nostro patrimonio siciliano a nostro modo, abbiamo avuto come primo obiettivo quello di conoscere quello che studiavamo, prima di parlarne senza cognizione di causa su faisbuk o su una qualsiasi piattaforma social. Conoscere implica d’ufficio leggere e studiare, confrontare testi e teorie e tesi di persone che non la pensano sempre in modo uguale.

E’ il metodo scientifico: leggi ciò che è stato scritto, lo verifichi, leggi dell’altro, lo riverifichi e se puoi provi a dire la tua.

Per questo sappiamo bene che nel proporre un progetto di ricostruzione della viabilità storica della Sicilia, ci saremmo affiancati ai docenti che stanno scrivendone o ne hanno scritto, le basi; così come a tutti coloro che ne sapevano qualcosa, appassionati, eruditi, esperti della domenica e del lunedì, bande erudite di associazioni di tutela storiche e società emerite di storia patria, senza nulla togliere a chi non abbiamo citato. Abbiamo ascoltato quasi tutti, tutti quelli almeno che potevamo trovare e continueremo a farlo.

Poi però abbiamo scelto la nostra proposta. Perché un progetto nel 2017 si fonda non solo sul dirci “io so che la strada è quella“.. “ la trazzera passava da lì perché mio nonno passava da lì“.. “come fate a proporre queste cose, la mia strada antica è più antica della vostra“.

Un progetto di sviluppo del territorio su base storica e archeologica si fonda su precisi parametri, una lista di ingredienti che di solito funziona:

Per 1000 persone o poco più- servire caldo-curare l’impiattamento:

  • 1000mila kg di occhi persi davanti alla cartografia, GIS e Google Earth
  • 750 gr di volontà ferma sui testi di storia della Sicilia, delle chiese, delle donazioni, delle strade
  • 1-2 kg di tempo sul territorio a verificare, coi piedi, se esiste ancora qualcosina da camminare
  • 250 gr di pazienza a parlare con la gente per sapere quello che si ricorda e usarlo al meglio

Ci si scherza ma va proprio così. Se un ponte romano non esiste più da diverse decine di anni perché è crollato, vuol dire che anche la viabilità sarà stata deviata verso un punto più accessibile dove passare, come nel caso di Milena e del Gallo d’Oro, il fiume che interrompe la strada che va a Sutera. Se al tempo di Aurelio Cotta, il console romano che probabilmente fece costruire la via che da Agrigentum portava a Panormus, – probabilmente perché noi non eravamo lì!! – e il cui nome risulta sull’unico miliario romano che è stato trovato in Sicilia, a Corleone, la via transitava da quel punto e oggi si sposta per passare dal Santuario di Tagliavia, forse un motivo ci sarà. Il contesto geografico cambia grazie all’operato dell’uomo che ne modifica i particolari a seconda del suo utilizzo. Un luogo muore o sopravvive a seconda del passaggio e della frequentazione delle persone e non basta dire di ricostruire un percorso antico per passare sempre sui ciottoli e sui basoli romani.

Dobbiamo sempre ricordare che siamo moderni che guardano il paesaggio con occhi antichi ma senza scordare che il mondo è avanzato e che le esigenze di oggi vanno rispettate.

Questo è il valore del progettare, saper mescolare bene gli ingredienti e sfornare la migliore torta che un pellegrino e un camminatore e uno studioso possano “mangiare”.

Davide Comunale

 

La Magna Via Francigena tra la bellezza di Monreale.

In cima al colle chiamato Montagna Reale, una Diocesi ed un Comune ruotano attorno alla bellezza che la casa normanna degli Altavilla, sin dal XII secolo, decise di lasciare  tra le tessere policrome e i marmi pregiati della Cattedrale, eretta per loro volere.

Cattedra vescovile della famiglia francese, voluta da Guglielmo II nel 1174, fu il gioiello della casa normanna e, nel giro di pochi anni, incamerò donazioni e beni da tutta la Sicilia, diventando subito una delle realtà politiche ed ecclesiastiche più grandi di Sicilia.

Nel corso del tempo  l’Arcidiocesi di Monreale  ha mantenuto quel ruolo di primaria importanza nel territorio e decine sono gli studiosi che sfogliano le antiche pergamene dell’Archivio Storico alla ricerca di testimonianze e conferma nello studio.

I Cammini Francigeni non potevano fare a meno della loro preziosa collaborazione, né di quella dell’Amministrazione Comunale che ha lavorato in questi mesi per la stipula di questo triplice accordo, che lega la nostra Associazione all’Arcidiocesi e al Comune per tutti i progetti riguardanti le Vie Francigene di Sicilia e lo sviluppo degli itinerari storici della Diocesi.

Proprio per questo ieri mattina presso i saloni dell’Arcivescovado di Monreale abbiamo organizzato un incontro ed una tavola rotonda dal tono molto informale ma che ha segnato certamente un momento importante per la nostra Associazione. Sono stati firmati i protocolli d’intesa tra il comune di Castronovo di Sicilia e il Comune di Monreale in merito al progetto Magna Via Francigena ed il protocollo tra la nostra associazioneil Comune e l’Arcidiocesi di Monreale, per suggellare una sinergia che a breve porterà agli accordi anche con quelle di Palermo e Piana degli Albanesi.

Cura dei viaggiatori, accoglienza fisica e spirituale, esperienze di strada e racconti hanno contribuito a rendere l’incontro, un appuntamento prezioso, creando i presupposti per mettere insieme un team capace di poter interloquire, aiutare e accudire i pellegrini e i camminatori che percorreranno le Vie Francigene in direzione Agrigento.

Hanno partecipato sua Eccellenza monsignor Michele Pennisi che ha introdotto gli ospiti ed ha ascoltato attentamente le relazioni tecniche ed esperienziali di tutti i partecipanti; il referente della diocesi di Gubbio Simone Minelli, responsabile della Piccola Accoglienza Gubbio che ha mostrato come una programmazione che mette al centro l’accoglienza alla persona e un’attenzione alle esigenze fisiche e spirituali del pellegrino portino la diocesi ad assolvere al precetto misericordioso dell’Accoglienza; il Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiali di Agrigento, padre Giuseppe Pontillo e la storica dell’arte dott.ssa Domenica Brancato, che hanno illustrato la road-map per la costituenda creazione del Parco Culturale Ecclesiale nella diocesi agrigentina, dimostrando come l’accoglienza semplice che viene elargita da due anni ai pellegrini, permetta un’interazione più concreta con le finalità spirituali del percorso; i sindaci del Comune di Monreale, Piero Capizzi e di Castronovo di Sicilia, Francesco Onorato, accompagnati dai loro staff, la Consigliere Comunale dott.ssa Manuela Quadrante per Monreale e l’Assessore alla cultura Calogero Colletto e la responsabile amministrativa del progetto, l’arch. Cosima Orlando.

Ciò che abbiamo provato a mettere in evidenza sono stati i concetti cardine del nostro agire sul territorio: accoglienza, amicizia e riconciliazione, perché solo in questo senso il cammino può diventare sintesi di una esperienza molto più ampia e complessa di quanto possa semplicemente apparire.

Non saranno solo i numeri a confortarci, non sarà la stipula di un accordo o di un protocollo, non sarà la gioia per un comune che si aggiunge nella nostra famiglia e di una tra le diocesi più importanti per il suo bagaglio storico e documentale. Vogliamo che questo accordo sia un seme, piantato e curato, che germogli e dia frutto e che tutti i camminatori possano trovarsi riposati e accolti tra le antiche mura della Cattedrale, all’ombra degli imponenti e maestosi mosaici che narrano la storia della salvezza, tra i giardini del chiostro, tra gente ospitale qual è il popolo di Monreale. Solo così sapremo di aver fatto la cosa giusta.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Cammino libero … per Emergency

Roberto Gorini lo abbiamo conosciuto virtualmente attraverso i suoi racconti del cammino in Sardegna, immaginavamo già che non si sarebbe fermato ed eccolo in partenza per il suo Giro d’Italia a piedi per promuovere Emergency.
 
E’ salpato sabato 3 da Cagliari alla volta del porto di Palermo e da qui inizierà il suo cammino ancora verso sud lungo la Magna Via Francigena da Palermo ad Agrigento e poi lungo la Via Fabaria per risalire.
 
Lo sosteniamo nel cammino, chi tra i nostri Amici avesse piacere di conoscerlo e sostenere il suo progetto Emergency può contattarlo.
Vi aggiorniamo sulle sue tappe!
1cammino-di-roberto-for-emergency
Mi chiamo Roberto Gorini, ho 52 anni, bolognese di nascita ma residente in Sardegna da oltre 10 anni.Il 3 Marzo 2017 partirò da Cagliari per il mio giro d’Italia a piedi. Mi imbarcherò per Palermo, da dove inizierò il mio vero cammino, toccando tutte le regioni, con lo scopo di promuovere Emergency.

Per questo porterò sul mio zaino e sulla t-shirt il logo dell’associazione della quale condivido  principi  e  finalità sociali.
Grazie all’aiuto di associazioni culturali, sportive ed enti locali, verranno organizzati incontri per raccontare la mia esperienza e saranno gli stessi volontari di Emergency, dove e quando possibile, a parlare della associazione e dare tutte le informazioni a riguardo, la mia funzione è quella di portabandiera. Sono costantemente alla ricerca di contatti su tutto il territorio nazionale, per organizzare questi incontri. 

Chi fosse interessato può contattarmi direttamente tramite 
– e-mail robertogo@hotmail.it 
Chi lo desidera può seguire il mio cammino sul blog www.camminolibero.it  o 
Buon Cammino!

Dicono di noi su… Viaggiatori si diventa!

Piccoli passi, milioni ormai … tanti sforzi e finire su un blog di chi ha fatto della propria vita in viaggio un arte tra i Cammini più belli da fare in Italia!

Ci onora, ci emoziona, ci lusinga e ci da nuova linfa per continuare a camminare.

Buona lettura e scoperta di nuovi passi da compiere su e giù per lo stivale

Grazie a Stefania Cassani!

 

rassegna stampa
rassegna stampa

Buon Anno e buoni passi

La strada è soltanto tua.
Altri possono camminare al tuo fianco,
ma nessuno può camminare per te.

IMG_7488.JPG

Cari Amici,
Ci siamo presi tempo per inviarvi gli auguri così possiamo farli arrivare doppi!

Continua a leggere “Buon Anno e buoni passi”

La sconfitta del “levici manu”

Quando da ragazzino fai qualcosa che potrebbe avere implicazioni più grandi e complesse, in Sicilia spesso ti senti dire: “levici manu“. Una perifrasi semplice che ti indica il momento in cui devi assolutamente smettere di fare una cosa. È un avvertimento, un consiglio dato da chi ti conosce o da chi ti vuole bene per evitare che tu incorra in guai più grossi, in difficoltà, per evitare infondo che tu compia lo sforzo necessario a risolvere il tuo problema o ad ottenere qualcosa che corrisponde al tuo obiettivo.

Un progetto, un’idea, un lavoro, qualcosa che vada aldilà del tracciato, che super gli schemi, che giri attorno alle gabbie della paura e dell’immobilismo che spesso ci contraddistinguono riceve, da una percentuale di persone atavicamente spaventate, questa breve e liquidante risposta: “Levici manu“.

Queste considerazioni non sono di certo un accusa a chi è andato via, a chi ha dovuto inscatolare i propri sogni e riempire i propri zaini e valigie per andare in Inghilterra o in Germania o dovunque si riesca a pensare che le condizioni di vita possono e devono garantire la stabilità e la felicità della persona attraverso lo studio e il lavoro.

Oggi i giornali pubblicano le stime del rapporto ‘Italiani nel mondo’  elaborato dalla Fondazione Migrantes che per conto della CEI analizza i dati di quello che possiamo chiamare anche noi un esodo.

Nelle immagini si vede bene come la Sicilia sia tra i primi 5 luoghi da cui si parte e nel dettaglio molte città che noi Siculi Viandanti coi nostri passi attraversiamo, che fanno parte della nostra rete Francigena.

Mi hanno colpito Adrano, Aragona e Palma di Montechiaro, più di Palermo o Catania o Messina, dove il movimento sembra entrare in una percentuale accettabile per una grande città. Ma per quei 9823 uomini e donne che lasciano  la nostra terra, mi chiedo, cosa siamo riusciti ad offrire? Quante volte abbiamo dissuaso loro dal fare?

Quale modello stiamo offendo? Di lavoro, di vita, di sviluppo turistico possibile? 

Noi siamo solo una piccola ONLUS che muove passi e idee, ci ostiniamo a pensare che abbia senso farlo, che Palma di Montechiaro sia più dell’immaginario per cui è conosciuta, che il suo litorale, la bontà dei suoi prodotti, quel sole che si schianta su un mare azzurro perfetto, valga la possibilità di spendere idee e finanziamenti. Crediamo che il panorama della valle del Platani dove Aragona risiede, i suoi monumenti del Seicento spagnolo, le sue vie incastrate come tessere di un puzzle antico, tra anziani desiderosi di raccontare e palloni che inseguono gambe avide di giochi, valga l’investimento turistico sul territorio, valga la scommessa delle aziende agrituristiche che valorano com gli asini e che seguiamo da tempo. Che Adrano sia, insieme ai paesi della valle del Simeto, porta e snodo dell’Etna, delle forre naturalistiche che lasciano giornalisti e registi a bocca aperta, che valga lottare per un Museo Archeologico da poco rinato e fruibile, che serva continuare a scommettere sullo sviluppo sostenibile di un Turismo lento, come continuiamo a proporre noi, come continueremo a fare.

Questo articolo in sintesi non è per chi è partito, è per chi è rimasto! Perché si possa riuscire ad innescare quella voglia di ritorno, di scommessa che sta dentro un “mettici Manu“.
Davide Comunale