LA MAGNA VIA FRANCIGENA DI SICILIA a Geo&Geo di Francesca Catarci

E se lo dice la regista allora ci vediamo in onda!
 
 
 
in onda il 22 sett 2017
La troupe di Geo segue oggi il nostro naturalista Francesco Petretti sulla Magna Via Francigena di Sicilia, un’importante percorso che unisce Palermo ad Agrigento, passando nel cuore dell’isola.
Paesaggi solitari e assolati, un tempo granaio dell’Impero romano, oggi sono il magnifico scenario per i pellegrini e gli escursionisti che possono conoscere così un aspetto inedito dell’isola.
Francesco Petretti parte dal Casale San Pietro, dove gli archeologhi stanno scavando per riportare alla luce un sito romano e bizantino, nel tratto che collega Castronovo a Cammarata.
Ci racconta di Sutera, più vicina ad Agrigento, dove i pellegrini , facendo una piccola deviazione dalla via, salgono su Monte San Paolino, che regala una vista mozzafiato su tutta la Sicilia Occidentale, Etna e Madonie comprese.
Esplora poi, sempre nei pressi di Castronovo, l’oasi di Capelvere, una necropoli che risale al tempo dei Sicani.
 
Ci vediamo venerdì prossimo!”
Francesca Catarci
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La valenza del progettare

Spesso ci avete chiesto il motivo di una scelta nel progetto delle Vie Francigene di Sicilia o della Magna Via Francigena, della decisione di passare da dsc_1919.jpguna parte piuttosto che da un’altra, della selezione di un centro piuttosto che un altro. Tutte richieste giuste che trovano risposta nella valore e nel peso  della progettazione all’interno di un percorso di sviluppo di un territorio.

Da quando ci siamo costituiti in associazione ed abbiamo messo insieme le poche forze che avevamo per studiare e valorizzare il nostro patrimonio siciliano a nostro modo, abbiamo avuto come primo obiettivo quello di conoscere quello che studiavamo, prima di parlarne senza cognizione di causa su faisbuk o su una qualsiasi piattaforma social. Conoscere implica d’ufficio leggere e studiare, confrontare testi e teorie e tesi di persone che non la pensano sempre in modo uguale.

E’ il metodo scientifico: leggi ciò che è stato scritto, lo verifichi, leggi dell’altro, lo riverifichi e se puoi provi a dire la tua.

Per questo sappiamo bene che nel proporre un progetto di ricostruzione della viabilità storica della Sicilia, ci saremmo affiancati ai docenti che stanno scrivendone o ne hanno scritto, le basi; così come a tutti coloro che ne sapevano qualcosa, appassionati, eruditi, esperti della domenica e del lunedì, bande erudite di associazioni di tutela storiche e società emerite di storia patria, senza nulla togliere a chi non abbiamo citato. Abbiamo ascoltato quasi tutti, tutti quelli almeno che potevamo trovare e continueremo a farlo.

Poi però abbiamo scelto la nostra proposta. Perché un progetto nel 2017 si fonda non solo sul dirci “io so che la strada è quella“.. “ la trazzera passava da lì perché mio nonno passava da lì“.. “come fate a proporre queste cose, la mia strada antica è più antica della vostra“.

Un progetto di sviluppo del territorio su base storica e archeologica si fonda su precisi parametri, una lista di ingredienti che di solito funziona:

Per 1000 persone o poco più- servire caldo-curare l’impiattamento:

  • 1000mila kg di occhi persi davanti alla cartografia, GIS e Google Earth
  • 750 gr di volontà ferma sui testi di storia della Sicilia, delle chiese, delle donazioni, delle strade
  • 1-2 kg di tempo sul territorio a verificare, coi piedi, se esiste ancora qualcosina da camminare
  • 250 gr di pazienza a parlare con la gente per sapere quello che si ricorda e usarlo al meglio

Ci si scherza ma va proprio così. Se un ponte romano non esiste più da diverse decine di anni perché è crollato, vuol dire che anche la viabilità sarà stata deviata verso un punto più accessibile dove passare, come nel caso di Milena e del Gallo d’Oro, il fiume che interrompe la strada che va a Sutera. Se al tempo di Aurelio Cotta, il console romano che probabilmente fece costruire la via che da Agrigentum portava a Panormus, – probabilmente perché noi non eravamo lì!! – e il cui nome risulta sull’unico miliario romano che è stato trovato in Sicilia, a Corleone, la via transitava da quel punto e oggi si sposta per passare dal Santuario di Tagliavia, forse un motivo ci sarà. Il contesto geografico cambia grazie all’operato dell’uomo che ne modifica i particolari a seconda del suo utilizzo. Un luogo muore o sopravvive a seconda del passaggio e della frequentazione delle persone e non basta dire di ricostruire un percorso antico per passare sempre sui ciottoli e sui basoli romani.

Dobbiamo sempre ricordare che siamo moderni che guardano il paesaggio con occhi antichi ma senza scordare che il mondo è avanzato e che le esigenze di oggi vanno rispettate.

Questo è il valore del progettare, saper mescolare bene gli ingredienti e sfornare la migliore torta che un pellegrino e un camminatore e uno studioso possano “mangiare”.

Davide Comunale

 

La Magna Via Francigena tra la bellezza di Monreale.

In cima al colle chiamato Montagna Reale, una Diocesi ed un Comune ruotano attorno alla bellezza che la casa normanna degli Altavilla, sin dal XII secolo, decise di lasciare  tra le tessere policrome e i marmi pregiati della Cattedrale, eretta per loro volere.

Cattedra vescovile della famiglia francese, voluta da Guglielmo II nel 1174, fu il gioiello della casa normanna e, nel giro di pochi anni, incamerò donazioni e beni da tutta la Sicilia, diventando subito una delle realtà politiche ed ecclesiastiche più grandi di Sicilia.

Nel corso del tempo  l’Arcidiocesi di Monreale  ha mantenuto quel ruolo di primaria importanza nel territorio e decine sono gli studiosi che sfogliano le antiche pergamene dell’Archivio Storico alla ricerca di testimonianze e conferma nello studio.

I Cammini Francigeni non potevano fare a meno della loro preziosa collaborazione, né di quella dell’Amministrazione Comunale che ha lavorato in questi mesi per la stipula di questo triplice accordo, che lega la nostra Associazione all’Arcidiocesi e al Comune per tutti i progetti riguardanti le Vie Francigene di Sicilia e lo sviluppo degli itinerari storici della Diocesi.

Proprio per questo ieri mattina presso i saloni dell’Arcivescovado di Monreale abbiamo organizzato un incontro ed una tavola rotonda dal tono molto informale ma che ha segnato certamente un momento importante per la nostra Associazione. Sono stati firmati i protocolli d’intesa tra il comune di Castronovo di Sicilia e il Comune di Monreale in merito al progetto Magna Via Francigena ed il protocollo tra la nostra associazioneil Comune e l’Arcidiocesi di Monreale, per suggellare una sinergia che a breve porterà agli accordi anche con quelle di Palermo e Piana degli Albanesi.

Cura dei viaggiatori, accoglienza fisica e spirituale, esperienze di strada e racconti hanno contribuito a rendere l’incontro, un appuntamento prezioso, creando i presupposti per mettere insieme un team capace di poter interloquire, aiutare e accudire i pellegrini e i camminatori che percorreranno le Vie Francigene in direzione Agrigento.

Hanno partecipato sua Eccellenza monsignor Michele Pennisi che ha introdotto gli ospiti ed ha ascoltato attentamente le relazioni tecniche ed esperienziali di tutti i partecipanti; il referente della diocesi di Gubbio Simone Minelli, responsabile della Piccola Accoglienza Gubbio che ha mostrato come una programmazione che mette al centro l’accoglienza alla persona e un’attenzione alle esigenze fisiche e spirituali del pellegrino portino la diocesi ad assolvere al precetto misericordioso dell’Accoglienza; il Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiali di Agrigento, padre Giuseppe Pontillo e la storica dell’arte dott.ssa Domenica Brancato, che hanno illustrato la road-map per la costituenda creazione del Parco Culturale Ecclesiale nella diocesi agrigentina, dimostrando come l’accoglienza semplice che viene elargita da due anni ai pellegrini, permetta un’interazione più concreta con le finalità spirituali del percorso; i sindaci del Comune di Monreale, Piero Capizzi e di Castronovo di Sicilia, Francesco Onorato, accompagnati dai loro staff, la Consigliere Comunale dott.ssa Manuela Quadrante per Monreale e l’Assessore alla cultura Calogero Colletto e la responsabile amministrativa del progetto, l’arch. Cosima Orlando.

Ciò che abbiamo provato a mettere in evidenza sono stati i concetti cardine del nostro agire sul territorio: accoglienza, amicizia e riconciliazione, perché solo in questo senso il cammino può diventare sintesi di una esperienza molto più ampia e complessa di quanto possa semplicemente apparire.

Non saranno solo i numeri a confortarci, non sarà la stipula di un accordo o di un protocollo, non sarà la gioia per un comune che si aggiunge nella nostra famiglia e di una tra le diocesi più importanti per il suo bagaglio storico e documentale. Vogliamo che questo accordo sia un seme, piantato e curato, che germogli e dia frutto e che tutti i camminatori possano trovarsi riposati e accolti tra le antiche mura della Cattedrale, all’ombra degli imponenti e maestosi mosaici che narrano la storia della salvezza, tra i giardini del chiostro, tra gente ospitale qual è il popolo di Monreale. Solo così sapremo di aver fatto la cosa giusta.

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Cammino libero … per Emergency

Roberto Gorini lo abbiamo conosciuto virtualmente attraverso i suoi racconti del cammino in Sardegna, immaginavamo già che non si sarebbe fermato ed eccolo in partenza per il suo Giro d’Italia a piedi per promuovere Emergency.
 
E’ salpato sabato 3 da Cagliari alla volta del porto di Palermo e da qui inizierà il suo cammino ancora verso sud lungo la Magna Via Francigena da Palermo ad Agrigento e poi lungo la Via Fabaria per risalire.
 
Lo sosteniamo nel cammino, chi tra i nostri Amici avesse piacere di conoscerlo e sostenere il suo progetto Emergency può contattarlo.
Vi aggiorniamo sulle sue tappe!
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Mi chiamo Roberto Gorini, ho 52 anni, bolognese di nascita ma residente in Sardegna da oltre 10 anni.Il 3 Marzo 2017 partirò da Cagliari per il mio giro d’Italia a piedi. Mi imbarcherò per Palermo, da dove inizierò il mio vero cammino, toccando tutte le regioni, con lo scopo di promuovere Emergency.

Per questo porterò sul mio zaino e sulla t-shirt il logo dell’associazione della quale condivido  principi  e  finalità sociali.
Grazie all’aiuto di associazioni culturali, sportive ed enti locali, verranno organizzati incontri per raccontare la mia esperienza e saranno gli stessi volontari di Emergency, dove e quando possibile, a parlare della associazione e dare tutte le informazioni a riguardo, la mia funzione è quella di portabandiera. Sono costantemente alla ricerca di contatti su tutto il territorio nazionale, per organizzare questi incontri. 

Chi fosse interessato può contattarmi direttamente tramite 
– e-mail robertogo@hotmail.it 
Chi lo desidera può seguire il mio cammino sul blog www.camminolibero.it  o 
Buon Cammino!

Dicono di noi su… Viaggiatori si diventa!

Piccoli passi, milioni ormai … tanti sforzi e finire su un blog di chi ha fatto della propria vita in viaggio un arte tra i Cammini più belli da fare in Italia!

Ci onora, ci emoziona, ci lusinga e ci da nuova linfa per continuare a camminare.

Buona lettura e scoperta di nuovi passi da compiere su e giù per lo stivale

Grazie a Stefania Cassani!

 

rassegna stampa
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Buon Anno e buoni passi

La strada è soltanto tua.
Altri possono camminare al tuo fianco,
ma nessuno può camminare per te.

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Cari Amici,
Ci siamo presi tempo per inviarvi gli auguri così possiamo farli arrivare doppi!

Continua a leggere “Buon Anno e buoni passi”

La sconfitta del “levici manu”

Quando da ragazzino fai qualcosa che potrebbe avere implicazioni più grandi e complesse, in Sicilia spesso ti senti dire: “levici manu“. Una perifrasi semplice che ti indica il momento in cui devi assolutamente smettere di fare una cosa. È un avvertimento, un consiglio dato da chi ti conosce o da chi ti vuole bene per evitare che tu incorra in guai più grossi, in difficoltà, per evitare infondo che tu compia lo sforzo necessario a risolvere il tuo problema o ad ottenere qualcosa che corrisponde al tuo obiettivo.

Un progetto, un’idea, un lavoro, qualcosa che vada aldilà del tracciato, che super gli schemi, che giri attorno alle gabbie della paura e dell’immobilismo che spesso ci contraddistinguono riceve, da una percentuale di persone atavicamente spaventate, questa breve e liquidante risposta: “Levici manu“.

Queste considerazioni non sono di certo un accusa a chi è andato via, a chi ha dovuto inscatolare i propri sogni e riempire i propri zaini e valigie per andare in Inghilterra o in Germania o dovunque si riesca a pensare che le condizioni di vita possono e devono garantire la stabilità e la felicità della persona attraverso lo studio e il lavoro.

Oggi i giornali pubblicano le stime del rapporto ‘Italiani nel mondo’  elaborato dalla Fondazione Migrantes che per conto della CEI analizza i dati di quello che possiamo chiamare anche noi un esodo.

Nelle immagini si vede bene come la Sicilia sia tra i primi 5 luoghi da cui si parte e nel dettaglio molte città che noi Siculi Viandanti coi nostri passi attraversiamo, che fanno parte della nostra rete Francigena.

Mi hanno colpito Adrano, Aragona e Palma di Montechiaro, più di Palermo o Catania o Messina, dove il movimento sembra entrare in una percentuale accettabile per una grande città. Ma per quei 9823 uomini e donne che lasciano  la nostra terra, mi chiedo, cosa siamo riusciti ad offrire? Quante volte abbiamo dissuaso loro dal fare?

Quale modello stiamo offendo? Di lavoro, di vita, di sviluppo turistico possibile? 

Noi siamo solo una piccola ONLUS che muove passi e idee, ci ostiniamo a pensare che abbia senso farlo, che Palma di Montechiaro sia più dell’immaginario per cui è conosciuta, che il suo litorale, la bontà dei suoi prodotti, quel sole che si schianta su un mare azzurro perfetto, valga la possibilità di spendere idee e finanziamenti. Crediamo che il panorama della valle del Platani dove Aragona risiede, i suoi monumenti del Seicento spagnolo, le sue vie incastrate come tessere di un puzzle antico, tra anziani desiderosi di raccontare e palloni che inseguono gambe avide di giochi, valga l’investimento turistico sul territorio, valga la scommessa delle aziende agrituristiche che valorano com gli asini e che seguiamo da tempo. Che Adrano sia, insieme ai paesi della valle del Simeto, porta e snodo dell’Etna, delle forre naturalistiche che lasciano giornalisti e registi a bocca aperta, che valga lottare per un Museo Archeologico da poco rinato e fruibile, che serva continuare a scommettere sullo sviluppo sostenibile di un Turismo lento, come continuiamo a proporre noi, come continueremo a fare.

Questo articolo in sintesi non è per chi è partito, è per chi è rimasto! Perché si possa riuscire ad innescare quella voglia di ritorno, di scommessa che sta dentro un “mettici Manu“.
Davide Comunale

Giornata Mondiale del Turismo 2016… un turismo accessibile per tutti, di tutti, con tutti.

Oggi si celebra la Giornata mondiale del Turismo 2016, un’occasione per riflettere insieme  sulla possibilità reale che il Turismo rappresenta come possibilità di sviluppo collettivo o personale ma soprattutto come tema di diritto collettivo.

Il tema scelto quest’anno, Turismo per tutti, promuovere l’accessibilità universale, ci piace considerarlo un nostro obiettivo costante, come Associazione e come gruppo di lavoro, che da qualche anno collabora con associazioni e gruppi di impegno sociale per allargare la base dei camminatori che percorrono le nostre Vie Francigene di Sicilia.

I turisti, secondo i dati dell’Osservatorio dell’Organizzazione Mondiale per il Turismo, sono in aumento perché in aumento è il numero delle persone che gode di tempo di vacanza. Entro il 2030 saranno circa 2 miliardi le persone che andranno per il mondo a conoscere, visitare, rilassarsi, senza parlare del Turismo locale.

Pare aumenti anche la consapevolezza dei turisti al ruolo del Turismo, sempre meno inquadrabile nel modello “mordi&fuggi” o “limone spremuto“, più teso a valutare il rapporto coi luoghi reali, con la storia e la tradizione. 

Il Turismo deve essere quindi un fenomeno di interazione e di integrazione, tra ambiente, storia, tradizioni, possibilità sociali, problematiche del territorio e deve puntare ad essere non solo un’opportunità ma un diritto di tutti e non può essere limitato a determinate fasce sociali o ad alcune zone geografiche ben precise. È quindi riconosciuto come un diritto aperto allo stesso modo a tutto il mondo.

Per “turismo accessibile” si intende lo sforzo per garantire che le destinazioni e i servizi turistici siano accessibili a tutti, indipendentemente dal profilo culturale, dalle limitazioni permanenti o temporanee (fisiche, mentali o sensoriali) o dai bisogni particolari come quelli che richiedono, ad esempio, i bambini e gli anziani.
Questo concetto include l’impegno per ottenere che questa attività umana sia il più rispettosa possibile della diversità culturale e ambientale del luogo che accoglie, prendendo in considerazione le ripercussioni presenti e future.

Ed i cammini? Possono rientrare in questo universo turistico? Sappiamo creare un sistema che possa permetterci di essere “pellegrini in cammino e turisti consapevoli” una volta giunti al posto tappa a fine giornata? Ce lo siamo domandati molte volte e proviamo a rendere i nostri percorsi sempre più completi e arricchenti.
Oggi a Messina una conferenza di servizi se lo è domandato. L’UNPLI Sicilia, le ACLI, il Messina Tourism Bureau, le ProLoco Sicilia insieme all’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana hanno ragionato sull’accessibilità della proposta.
Nella convinzione che il sistema si crea solo quando si comincia a ragionare insieme, noi abbiamo salutato l’evento con le parole della Collegiata di Roncivalle:

La porta è aperta a tutti, sani e malati. Ai cattolici, come ai pagani, agli ebrei, agli eretici, agli oziosi e ai vanitosi

 

#tourism4all #WTD2016

Due donne, una Consolare, mille sorrisi

Di solito, girando in Rete, guardo sempre con attenzione tutti i post che vengono pubblicati sui Cammini, minori, maggiori, famosi, sconosciuti.

Qualche giorno fa, mentre sistemavo gli articoli e le foto del nostro ultimo cammino in Sicilia, mi sono imbattuto su una serie di post rimbalzati che parlavano di due ragazze che avevano percorso la Via Appia Antica “sulle orme di Paolo Rumiz”.

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Veramente incuriosito ho cercato di capire cosa avessero combinato, quale percorso avessero scelto, che segnaletica avessero trovato.

Valentina e Federica avevano ufficialmente destato l’attenzione di una persona curiosa come me e impegnata da anni nello studio e nella tutela delle antiche vie storiche, consolari o no, come degli itinerari di pellegrinaggio maggiori quali la Via Francigena a Nord o a Sud.

Hanno percorso in otto giorni la Regina Viarum tra macchina, bici, passaggi e qualche pezzo a piedi a caccia di volti, di storia, di natura, di problemi da raccontare.

In poche battute provo a contattare Valentina sui social ed ho la fortuna di parlare con questa fotogiornalista ed insegnante di scrittura creativa, classe 83, che si occupa a tempo pieno di far riconoscere il Sannio e le zone in cui vive e che ha deciso che la strada e le sue contraddizioni, i suoi miraggi e le sue particolarità, saranno il suo pane quotidiano: “Con un gruppo di amici stiamo esplorando il Sannio, la mia terra che nessuno conosce, tirando su una mappa online per farla rendere più riconoscibile”.

Quanto ami viaggiare e dove hai camminato? Cosa ti attira?

Credo di aver visto molto ‘estero’ ma da due anni ho deciso che la mia terra, il Sud, andasse esplorata per prima e on the road; dalla Basilicata al deserto di Aliano, dalla Puglia al viaggio sull’Appia di quest’anno, ho cominciato a pensare di esplorare tutte le vie consolari, cominciando quindi dall’Appia. Solo poi potrò tornare a vedere quello che sta fuori”.

 Nelle mie foto io racconto il Sud dell’anima, quello che ci portiamo addosso, uno stile di vita, la concezione che ci portiamo addosso da quando siamo nati” – mi risponde quando le chiedo che idea ha del Sud, quali e quanti Sud vuole raccontare dietro l’obiettivo della sua macchina.

La chiacchierata continua e le chiedo della sua compagna di strada, Federica, di come si siano trovate e di cosa le abbia spinte a cercarsi come compagne di viaggio.

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Ci siamo conosciute durante il Calitri SponzFest, la tre giorni di musica, sposalizi e festa organizzata in Irpinia da Vinicio Capossela e ci siamo trovate immediatamente bene. Io all’ufficio stampa, Federica organizzatrice di eventi e matrimoni.Le ho detto: Sai Fede, quest’anno prima del festival io faccio questa cosa’- l’Appia Antica, ndr – “Vengo anch’io”mi ha risposto Federica senza pensarci due volte, “Voglio mettermi in cammino perché ho bisogno di trovare la mia strada”.

Due opposti che vanno nella stessa direzione, stessi obiettivi, stessi occhi curiosi, stesso sorriso aperto.

Due viandanti che hanno camminato per otto giorni in una via consolare spesso violentata dall’abbruttimento dell’uomo.

Avete camminato con qualche percezione di paura, con qualche disagio?

Io sono un po’ più incosciente di Federica, che vive a Milano e resta un po’ diffidente. Lavorando a Napoli, mi fido a pelle, respiro aria di umanità, di solidarietà ogni giorno, non potevo vedere delle ombre. Più andavo verso giù, più scendevo, più sapevo di poter contare su qualcuno tanto che anche Fede si è ricreduta alla fine del viaggio. Pensa che quando mancavano gli ultimi chilometri, una coppia ci ha portato a Brindisi appena ha saputo del nostro progetto, ci ha detto – Devi finirlo stasera il tuo viaggio, ti portiamo noi!

Mi viene spontaneo chiederle cosa ne pensa del concetto di resilienza, visto che oggi se ne sente sempre parlare anche abusandone: “Non mi piacciono i paroloni che fanno tendenza, i neologismi d’impatto che vanno di moda nei circoli radical chic. Preferisco parlare di consapevolezza. Le persone devono capire che le generazioni precedenti hanno corso verso l’urbanizzazione di massa, in modo forse inconsapevole, disgregando la nostra coscienza, il nostro status sociale. Bisogna portare la gente per strada, riportarla nel proprio territorio, dandole strumenti adeguati per stare su quel territorio, per costruire una consapevolezza.” 

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Sfiorando ricordi e onirico, le domando che colore si è tenuta dentro le tasche da questo viaggio a Sud e in quale città si è trovata meglio.

Il giallo, del grano e dei paesaggi che incontri quando scendi. E’ colore dell’aridità, del silenzio, che amo tanto. 

Tra le città invece è Capua Vetere che mi porto dentro; tutte le città sono state accoglienti, ma quando arrivi nell’antica Capua risenti il sapore del caffè. E’ la prima città che ti accoglie con la sua fragranza, che ti fa capire che stai avvicinandoti all’epicentro dell’aroma.

Ti direi anche Mesagne come città accogliente, a dispetto degli avvertimenti datici nell’andare in un posto che ci dicevano paragonabile a Casal di Principe, terra di sacra corona unita, terra strana. Ed invece, tutto il contrario. Ma il caffè resta sempre il caffè, quindi Capua Vetere.”

 Chiudo la chiacchierata con due domande che la fanno parlare col cuore.

Secondo te la gente che vive su questa via storica, ha la voglia e la capacità di sfruttare questa potenzialità che adesso l’Anno dei Cammini gli sta dando?

“La gente dell’Appia, non tutta per fortuna, credo debba essere guidata in questo senso. Deve arrivare a trovare un senso per poi averne voglia. Ci sono un po’ di persone, in generale, che ti guardano e ridono vedendoti camminare a piedi, con uno sguardo di compianto. Pensa, due Carabinieri in Lucania ci hanno proprio detto: Ma non tenete niente a fa’?, non capendo che il mio lavoro è proprio fare reportage di viaggio, camminare a piedi o attraversare un territorio per raccontarlo. Ma le cose devono cambiare.”

Cosa pensi della Sicilia? Nel tuo immaginario cosa c’è?

“Non sono mai stata in Sicilia ma l’ho sempre immaginata. Non arida come la Lucania, ma mista come la Puglia. Vedo la Sicilia come un balcone dove ti affacci e vedi il mare, un posto in cui finisce te stesso e comincia l’accoglienza.”

 In attesa che il sole caldo di agosto continui a riscaldare il nostro Sud e i suoi cammini, le auguro “buoni passi”.

#camminidelsud #viafrancigenasud #appiantica

Davide Comunale

Maggio in Cammino

Mettici manu e facciamo festa

“Maggio in Cammino – un mese di Eventi sulle Vie Francigene di Sicilia”

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