8. Petralia Sottana – Gangi

Info storiche e artistiche

Petralia Soprana. 

Fino al 1258 unita alla comunità di Sottana nei diplomi e negli atti ufficiali della corte normanna che nel 1067 la infeuda a Serlone d’Altavilla, Petralia superiorè un piccolo scrigno tra le cime madonite. Il comune più alto del comprensorio conserva al suo interno molte testimonianze architettoniche di pregio e offre la possibilità di osservare un territorio eclettico che raccoglie 32 borgate andatesi consolidando nei secoli. Alla fase normanna appartengono la chiesa madre dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, più volte riedificata e rimaneggiata con ampliamenti che vedono all’esterno il portico esterno e il campanile solo nel ‘700 e all’interno la tela della Madonna dell’Udienzadel Gagini e il primo crocifisso ligneo di Fra Umile da Pietralia, noto scultore e intagliatore. Coeva anche la chiesa di San Teodoro, citata nei documenti normanni, col suo campanile a pianta quadrata, probabile torre d’osservazione e la chiesa di SS.Salvatore, edificata ove probabilmente sorgeva la moschea islamica. Sui ruderi del castello costruito da Ruggero oggi il viandante può visitare la chiesa di S.Maria di Loreto, all’estremità sud del paese, coi suoi due campanili con cuspidi policrome. Interessante e curioso, per chi vuole visitare il circondario, il MACS – Museo Arte Contemporanea SottoSale che all’interno delle miniere di salgemma ospita una galleria di sculture realizzate con il prezioso materiale.

Gangi.

 Porta delle Madonie ad oriente, affaccio prospettico sull’Etna che innevata riempie lo spazio prospettico del paesaggio, il borgo più bello d’Italia nel 2014 ammanta di mistero la sua storia e le sue origini. Molti pensano sia stata l’antica Engyon, fondata da mano cretese e divenuta potente alleandosi coi Siculi e caduta in disgrazia durante la I Guerra Punica. Non sapremo mai se le armi di Ulisse e i cimieri cretesi furono custoditi nel vecchio sito di Gangivecchioche ospitò il borgo fino alla distruzione del 1299 per mano di Federico III d’Aragona durante i tumulti del Vespro, ma il centro madonita rappresentava, insieme al suo monastero benedettino, il cuore nevralgico della Sicilia centro-occidentale, crocevia delle trazzere più importanti, ad un passo dall’Etna e dalla capitale del regno. Il velo del mistero porta i colori dell’Inquisizione spagnola che sferrò i suoi crudeli attacchi anche qui e quelli delle riunioni dell’Accademia degli Industriosi di Gangi, circolo massonico che reclutava adepti tra le famiglie nobili per la propaganda del pensiero libero e degli ideali giansenisti. Dello splendore dei secoli moderni e della loro nobiltà restano le molte chiese arroccate sul sito che ormai da secoli ospita il borgo di Gangi, monte Marone, dove le casette basse in pietra si incastrano perfette coi prospetti delle chiese rinascimentali e barocche, S. Nicolò chiesa madre, S.Maria del Gesù, la chiesa di San Paolo dei ricchi. A memoria del potere feudale invece rimangono i ruderi del castello dei Ventimiglia, famiglia che tenne il potere dalla metà del XIV secolo a Gangi: la torre Ventimiglia ormai trasformata in torre civica addossata alla chiesa madre e munita di campane e la torre cilindrica di matrice medievale che sorge ai piedi del monte. Sempre sulla valle, il viandante incontra prima della salita il Santuario dello Spirito Santo edificato nel XVI sec. attorno alla primitiva cappella sorta dopo il ritrovamento miracoloso di un dipinto su un masso raffigurante un Cristo Pantocratore di scuola bizantina, ad opera di un sordomuto che, appena scopertolo, riuscì a gridare al popolo tutto il suo stupore. Il lunedì dopo la Pentecoste, tutti gli anni, le 12 confraternite di Gangi, portano a spalla i santi protettori che, riunitisi sul piazzale del santuario, omaggiano lo Spirito Santo con la tradizionalecursa di li Santi, la corsa dei fercoli trasportati a spalla dai confrati che rendono grazia al soffio salvifico dello Spirito.

La via dei frati. Incroci di passi e di reti in Sicilia

Terra di conventi francescani, terra di contadini che sotto il sole e la pioggia consumano le loro giornate a faticare nei campi. Terra di monaci di cerca, frati mendicanti che in cambio di qualche preghiera e immagine sacra offrono lavoro e aiuto, raccolgono olive e grano e sollevano con le loro preghiere, il peso della terra. La Via dei Frati nasce da questa memoria storica e recupera le vie di pellegrinaggio che i frati percorrevano, partendo da Caltanissetta, terra dell’Arcangelo Michele, e giungendo a Cefalù. Lungo trazzere e sentieri, provinciali e viuzze, il lavoro di recupero di questa memoria incrocia la Palermo-Messina per le Montagnein questa tappa che condivide sovrapponendosi. Convinti che la rete funzioni sempre meglio dei singoli fili, il viandante può incontrare Santo Mazzarisi e gli amici di questo cammino spirituale che di mese in mese è sempre più popolare. Per info. viadeifrati@gmail.com, tel. 328-46.87.434, http://laviadeifrati.wordpress.com

Info tecniche

LUNGHEZZA: 15,5 km – DISLIVELLO: IN SALITA 755 mIN DISCESA  775 m

DIFFICOLTÀ: medio-impegnativo – FONDO: 42 % Sterrato – 58 % Asfalto

Traccia

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://www.wikiloc.com/hiking-trails/pa-me-8-petralia-sott-gangi-28491019

Altimetria

pa.me 8

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