5. Montemaggiore Belsito – Caltavuturo

Info storiche e artistiche

Sclafani Bagni.

Su un’onda di roccia dalle proprietà sulfuree che si eleva tra le creste delle Madonie, poggia uno dei paesi più piccoli di Sicilia, da sempre condizionato dalla presenza delle sorgenti termali a valle. Sclafani Bagni offre al pellegrino la possibilità di visitare in breve tempo un patrimonio di architettura militare -i ruderi del castello normanno– e religiosa, le chiese di San Giacomo, San Filippo, sedi delle più antiche confraternite, la chiesa madre dedicata a Santa Maria Assunta. Un impianto insediativo che si è sviluppato attorno al castello e il rapporto mai interrotto tra la salubrità dell’acqua e la fertilità dei campi circostanti, rende la sosta in paese un interessante esperimento antropologico che il pellegrino può sperimentare alla ricerca della vera accoglienza.

Una piccola deviazione dalla traccia, appena 450 m, permette al viandante che segue la Palermo-Messina per le Montagne di godere dello stesso incanto che meravigliò il pittore e incisore Maurits Escher. Incastonata tra le rocce di milioni di anni fa, Sclafani Bagni custodisce un antico stabilimento termale, costruito a metà dell’Ottocento e distrutto poco dopo da una frana, noto forse già agli antichi romani e sacro al dio della medicina Asclepio. Ciò che oggi attira l’attenzione dei pellegrini è la sorgente naturale di acqua calda, 35° ricchi di solfati e di proprietà rigeneranti, tipiche di questi tipi di acque sulfuree. Il bagno è libero e il panorama della campagna circostante vi garantisce una quinta scenografica che solo la Via delle Montagne sa regalare.

Caltavuturo.

Scovando tra le carte degli archivi palermitani, si scoprono due diplomi normanni che, descrivendo i confini della diocesi di Cefalù istituita da Ruggero II nel 1131, citano i territori di Caltavuturo e Sclafani. Siamo sul finire del 1131 e quasi cinquanta anni dopo sarà il pontefice Alessandro III a rinnovare i beni di questa diocesi dentro cui ricade la nostra rocca fortificata. Che il suo nome venga dall’arabo Qal’at Abī I-Twr, dal nome del condottiero che la conquistò o che sia una splendida unione dell’arabo Qal’ate del siculo Vuturuche dà origine alla rocca dell’avvoltoio, resta la magia nelle parole del geografo Edrisi che ne parla così:“forte castello e popolato, possiede campi da seminare veramente buoni”. La zona più interessante è la Terravecchia, primo insediamento di cui oggi rimangono i ruderi del castello normanno, la chiesa del Cuore di Gesù e la chiesa del SS. Salvatore o del Casale, del XII secolo da poco restaurata. Lungo la vallata della Terravecchia si possono ancora osservare i mannari, gli ovili in pietra a secco dove i contadini abitavano fino alla fine del 1500 durante lo spostamento verso il nuovo centro urbano. Agli albori del Seicento la nobiltà si sposta nel nuovo sito e si costruiscono la Chiesa Madre dedicata ai santi Pietro e Paolo e alla Madonna del Soccorso, con la statua in marmo della Madonna della Neve, la chiesa di Santa Maria la Nova, la “Badia”, capolavoro del Barocco siciliano e la chiesa del Gesùcon annesso il convento dei Frati Minori Riformati e, attualmente, il locale Museo Civico.

Info tecniche

LUNGHEZZA: 19,3 km – DISLIVELLO: IN SALITA1156 mIN DISCESA 1042 m

DIFFICOLTÀ: impegnativo – FONDO:  62% Sterrato –  38% Asfalto

Traccia

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-5-montemaggiore-caltavuturo-28434808

Altimetria

pa-me 5

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