3. Eremo San Felice – Caccamo

Info storiche e artistiche

Caccamo

Il cammino che porta alla rocca di Caccamo, meta della nostra tappa, ci permette di osservare un’opera di ingegneria idraulica che sbarra il torrente San Leonardo a 6 km dalla foce, la diga Rosamarina, i cui lavori iniziarono negli anni Settanta del secolo scorso e che fu ultimata nel 1994 coi primi invasi, avendo una superficie di 500 kmq ca. Questo bacino artificiale che serve il fabbisogno idrico del comprensorio palermitano nasconde sotto 35 milioni di metri cubi d’acqua una risorsa architettonica del XIV secolo tra le più pregevoli, il ponte chiaramontano di Caccamo, fatto edificare da Manfredi I Chiaramonte, barone del regno di Sicilia agli inizi del 1300, per collegare più agevolmente Palermo con Caccamo. Anni di lotte, battaglie giuridiche e attivismo locale non sono riusciti a salvarlo dalla costruzione dell’invaso che lo ha sommerso definitivamente.

I documenti normanni ci parlano anche di una prioria di Santa Maria di Caccamo, sotto il controllo della potente abbazia di Lipari-Patti, alla quale regnanti e nobili normanni elargirono donazioni, terreni e servi per il lavoro dei campi. Oggi non abbiamo traccia di questo antico luogo di preghiera di cui rimane solo la menzione negli antichi diplomi del XII secolo.

A difesa del borgo invece vi erano cinque torri, alcune delle quali ormai hanno mutato d’uso e servono le chiese principali come torri campanarie. Una di queste, la torre di Byrsa o di Pizzarone, è ancora visibile lungo la trazzera che sale in paese, punto di vedetta difensivo sul vallone sottostante e perfetta ambientazione per i numerosi misteri collegati al castello e ai suoi personaggi.

Si racconta che la figlia di un castellano, innamorata di un avvenente soldato, fosse stata rinchiusa in monastero per evitare lo scandalo e ne fosse morta di crepacuore: nelle notti di luna piena, vestita di bianco, percorre ancora il tragitto dal castello alla torre con in mano una melagrana promettendo, a chi la incontra, di mostrare un favoloso tesoro se si riuscirà a mangiare tutti i chicchi senza farne cadere nessuno. Volete provare?

Ricchi di curiosità, continuiamo il percorso che giunge alla chiesa Madretitolata a San Giorgio, edificata in periodo svevo-chiaramontano su un preesistente luogo di culto eretto dai Normanni nel 1094. Affiancata da una delle torri di guardia, ora campanile, conserva pregevoli stucchi, paramenti e tele fiamminghe a dimostrazione dell’importanza del borgo nel XVI e XVII secolo. Notevole anche la chiesa di San Benedetto alla Badia, edificata nel Settecento ed emblema del barocchismo nell’arte e nell’architettura: stucchi del Serpotta, un altare ligneo rivestito di lamine dorate, una cancellata in ferro battuto a motivo di ventaglio che separava la zona delle monache benedettine dal mondo e un pavimento maiolicato di 5555 mattonelle decorate che guarda i 180 mq di volta affrescata in un gioco di colori.

Restano ancora da vedere un pregevole portale chiaramontanoin piazza Marconi e il punto di forza del borgo madonita, il castello normanno, tra i più grandi d’Italia e perfettamente conservatosi nonostante calamità naturali e avversità umane. Costruito attorno ad un centro di osservazione musulmano del IX secolo, fu la dimora di Matteo Bonello, barone sotto il regno di Guglielmo I il Malo, protagonista della congiura che porto alla cattura del re e alla successiva punizione del Bonello, reo di aver tramato alla vita e alla sicurezza del regno e condannato a morire nelle segrete del suo castello, sfigurato e in catene. Merli, sale delle armi, botole per invitati scomodi e sala araldica aspettano i passi dei pellegrini e dei camminatori che vorranno dar vita ancora una volta alla magia della storia.

Info tecniche

LUNGHEZZA: 12 km – DISLIVELLO: IN SALITA 618 m IN DISCESA  705 m

DIFFICOLTÀ: media – FONDO: 60% Sterrato, 40% Asfalto

Traccia

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-3-eremo-caccamo-28432529

Altimetria

pa-me 3

 

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