2. Bagheria – Eremo San Felice

Info storiche e artistiche

Santa Flavia

Il piccolo borgo di mare sulla costa tirrenica, famoso per le spiagge di Olivella e Santa Nicolicchiae per le sue ville, conserva le memorie di splendori antichi: dai fasti del XVIII secolo di Villa San Marco, costruita mescolando architettura militare e residenziale a Villa Spedalotto, dimora dei reali Borbone in fuga a fine Settecento.

Ad appena 1,5 km dal punto 2.1del tracciato, lungo la SP56, merita una visita il sito archeologico dell’antica Solunto(via del Collegio Romano, tel. 091-90.93.39, lun chiuso, mar-sab 9.30-17.30, dom e festivi 9.30-13.30, € 4/ ridotto € 2), insediamento sicano e poi fenicio di primaria importanza con Palermo e Mothia, il cui nome rimanda al fenicio Kfr-villaggio. L’antiquariumcontiene alcune delle collezioni ceramiche che sono rimaste in loco ed è possibile visitare il teatro, la sede del senato locale o bouleuterion, le cisterne e gli isolati con le abitazioni.

Notevole anche il sito del castello e tonnara di Sólanto, testimonianza del controllo della costa da parte musulmana prima e normanna dopo, con la torre di osservazione e difesa, nucleo attorno alla quale nel XII sec. è stato costruito il castello e ha preso vita la tonnara assegnata, sotto il regno di Federico III di Sicilia, ai nobili a lui fedeli.

Casteldaccia

Questo piccolo centro del palermitano troppo spesso è stato ricordato solo per la cronaca nera e per i fatti di mafia che lo hanno legato ad Altavilla e Bagheria. Eppure nella nostra logica di recupero vorremmo che tornassero alla luce le ville in stile liberty e neogotico o la presenza del castello del Duca di Salaparutache, insieme alla chiesa Madre, fa bella mostra di sé sulla piazza principale. Le cantine del famoso vino Corvo, apprezzato ed esportato per primo in America, furono costruite dal figlio del Duca sul finire dell’Ottocento.

Altavilla Mílicia

Arroccata su di una collina, l’alta villa della Mìlicia, oggi è conosciuta e visitata da numerosi pellegrini per il Santuario della Madonna della Milicia, reso famoso nei paesi del comprensorio palermitano sin dal finire del Settecento. A circa 1,7 km dal centro abitato, superato il cimitero cittadino, un’altra storia aspetta di essere raccontata e di riemergere dal torpore del tempo. La trazzera discende verso il torrente Cannamasca e il ponte normanno, detto “saraceno”, ancora in asse col suo arco a sesto acuto, permette oggi come allora di congiungere il casale di Aylyel, citato dalle pergamene del XII sec., con il colle ove sorge l’ormai diruto monastero basiliano di San Michele e l’imponente chiesa di Santa Maria di Campogrosso. Quest’ultima fu tra le prime chiese normanne di Sicilia, edificata per volere del Gran Conte nel 1068 dopo la vittoria di Misilmeri sui musulmani e ricolmata di beni e terreni da Ruggero II in un diploma del 1134. Il tempo, i cataclismi e le incursioni saracene la resero poco sicura e nel 1583 fu sconsacrata ma ancora oggi resta a testimonianza del passaggio dei viandanti che lì trovavano ristoro.

Eremo di san Felice

All’interno della Riserva Naturale Orientata di Pizzo Cane e Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, che la via attraversa quasi interamente, un luogo eremitico edificato nella metà del XIII sec. accoglie ancora adesso chi cammina e chi vuole ritagliarsi una pausa dalla quotidianità più frenetica: l’Eremo di San Felice. Fu edificato durante gli anni di eremitaggio dal Beato Guglielmo Gnoffi, nativo di Polizzi sulle Madonie e conserva la sua struttura severa e semplice. Una chiesetta con a lato un edificio dove sono stati alloggiati letti a castello e spazi comuni: luce delle candele, una fonte d’acqua perenne e il cielo stellato accolgono sempre il pellegrino e il viandante.

Info tecniche

LUNGHEZZA: 26,4 km – DISLIVELLO: IN SALITA 1019 m IN DISCESA  540 m

DIFFICOLTÀ: impegnativa – FONDO: 42% Sterrato, 58% Asfalto

Traccia

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-2-bagheria-eremo-28430484

Altimetria

pa-me 2

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