19. Rometta – Calvaruso “Ecce Homo”

Info storiche e artistiche.

Villafranca Tirrena/ Calvaruso. L’antica Bauso è sempre stata comune aggregato di più frazioni e solo nel 1929 prende il nome di Villafranca e il toponimo di Tirrena per differenziarsi dalle omonime località della penisola. Un diploma del 1270 a firma di Carlo d’Angiò nomina per la prima volta il feudo di Bausus assegnandolo ad un feudatario fedele mentre attestazioni successive collocano nei pressi di piazza Dante Alighieri, il fondaco di sosta lungo la Palermo-Messina per le marine, l’antica consolare che collegava la città dello Stretto lungo la costa settentrionale. Alexandre Dumas, nel Pascal Brunò, ci regala questa descrizione che mostra la funzione più importante del centro peloritano: “Ascoltate – mi disse – non dimenticate di fare una cosa quando andrete da Palermo a Messina per mare o per terra. Fermatevi al piccolo paese di Bauso, vicino alla punta di Capo Bianco. Di fronte ad un albergo troverete una strada in salita che termina a destra con un piccolo castello a forma di cittadella…”. Il piccolo castello è detto Castelnuovo o più comunemente Castello di Bauso, edificato dal principe Cottone sul finire del 1500 come luogo di controllo dei fondaci sulla via di transito più importante, oggi affidato alla Regione Siciliana che ne permette la visita. Il 5 dicembre per la festa del patrono, la chiesa di San Nicola di Bari e il castello si animano per la rievocazione storica che culmina nei rituali falò del santo, i bamparizzi, che vedono i pescatori popolani e i nobili principi scambiarsi le chiavi del castello in segno di buon rapporto.

Percorrendo 2, 5 km dal castello di Bauso, il viandante giunge alla frazione di Bauso vecchio e sulla collina dell’Annunziata ancora si possono scorgere i ruderi della chiesa madre e del palazzo nobiliare dei marchesi Cottone. Il centro abitato gravita attorno al Santuario Gesù Ecce Homo, luogo di preghiera e pellegrinaggio affidato al Terz’Ordine Regolare, TOR, conosciuto in tutta la provincia, oasi di riposo per il camminatore e di preghiera per il pellegrino che percorre queste vie con spirito devoto. All’interno si venera e custodisce il simulacro ligneo dell’Ecce Homo, realizzato da fra Umile da Petralia sotto commissione del principe Moncada. L’effetto empatico della statua ha suscitato da sempre racconti e leggende nei pellegrini di passaggio. Si racconta che il cipresso da cui fu intagliato fosse apparso miracolosamente per il luccichio delle sue fronde, dopo estenuanti ricerche che avevano reso vano il progetto del frate madonita. Lo stesso volto della statua, che ritrae Gesù in un misto di dolore e forza plastica nel momento di iniziale mortificazione durante le torture dei soldati romani, si dice che non fosse ancora stato intagliato e rifinito da fra Umile e che il principe, volendo a tutti costi osservare lo stato dell’arte dell’opera, avesse sbirciato nella stanza appurando l’incompiutezza del lavoro. Il giorno seguente, aprendo la porta della stanza dove la statua era riposta, tutto era compiuto, con tale splendore e forza che il principe stesso pensò fosse fatto da mano angeliche.

Info tecniche.

LUNGHEZZA: 15,4 km – DISLIVELLO: IN SALITA 321m IN DISCESA 721m

DIFFICOLTÀ: media – FONDO: 72 % Sterrato – 28 % Asfalto

Traccia.

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-19-rometta-villafranca-di-calvaruso-29577367

Altimetria.

pa-me 19

 

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