15. Montalbano Elicona – Novara di Sicilia

Info storiche e artistiche.

Novara di SiciliaViene denominato “il paese della pietra” per la sapiente arte della lavorazione e dell’intaglio lapideo con cui sono state costruite le decorazioni dei palazzi nobiliari, le strade principali e le stesse case del popolo. Tra i suoi boschi corre lo spartiacque tra i Nebrodi sacri a Diana e i Peloritani, consacrati a Zeus e lungo i tanti canali delle fiumare, all’ombra dei 1340 m di Rocca Salvatesta, il Cervino d’Italia, si adagia Novara di Sicilia. La abitarono i Siculi chiamandola come il frumento, Noà; per i Romani era Novalia, il campo di grano; i dominatori musulmani la chiamarono Nouah, il giardino. Saranno però i Normanni a renderla importante, denominandola nei diplomi notarili Nucariao Noarae insediando una colonia di genti lombarde, piemontesi delle Langhe e del Monferrato che ancora oggi tornano nel dialetto gallo-italico degli abitanti di Novara. Nel 1171, per volere reale di Guglielmo II, viene fondata l’abbazia di Santa Maria Nucaria, secondo la regola cistercense, forse la prima abbazia siciliana dell’ordine dei benedettini bianchi, a 3 km dal centro attuale a Badiavecchia. Ancora oggi il sobborgo è visitabile e porta la testimonianza di Sant’Ugo, abate spagnolo inviato a fondare il centro monastico. I normanni fortificano le difese e potenziano il castellosu una rupe a strapiombo di cui oggi restano i ruderi che osservano la città. Nel XIII sec. passa al generale aragonese Ruggiero di Lauria e sul finire del 1300, il castrum nucariae, torna demaniale nelle mani della corona. L’impianto medievale collega il castello alla zona del duomo, dedicato a Maria SS. Assunta, con le navate divise dalle colonne monolitiche e lo sfoggio dei marmi policromi intarsiati di smalti e pietre preziosa. Coeva è la chiesa di San Francesco, la più antica e piccola del borgo col tetto in arte povera, mentre sono di poco posteriori le chiese diSant’Antonio Abate,dal portale in stile normanno e dalla torre campanaria a guglie, e di San Giorgio, ora un auditorium ma conserva la facciata elaborata. Merita una visita l’abbazia di Sant’Ugo, dove sono le reliquie del santo e la giara di Sant’Ugo, un vaso arabo abbellito dai caratteri cufici. Che il viandante però non perda l’occasione di degustare le produzioni locali più caratteristiche come il maiorchino, il formaggio di latte di pecora locale attestato sin dal ‘600 dal sapore piccante e deciso che, oltre essere mangiato, viene lanciato il martedì grasso dai contadini più arditi che si cimentano nel gioco del lancio, dove una forma di 10 kg deve percorrere circa 2 km all’interno delle vie del paese, lanciata e guidata da una squadra di lanciatori. Ricchissima anche la produzione di nocciole e noci dai boschi che circondano Novara e che servono spesso negli impasti di dolci dai nomi caratteristici come il risu niuruo i diti d’Apostulu, tutti da scoprire e degustare.

Info tecniche.

LUNGHEZZA:  23,4 km – DISLIVELLO: SALITA 814m DISCESA 1107m

DIFFICOLTÀ: impegnativo – FONDO:   59 % Sterrato 41 % Asfalto

Traccia.

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-15-montalbano-novara-di-sicilia-29575448

Altimetria.

pa-me 15

Annunci