14. Floresta – Montalbano Elicona

Info storiche e artistiche.

Montalbano Elicona. Sorge a quota 920 m s.l.m. sulle cime spesso innevate dei Nebrodi centrali e dagli spiazzi delle sue chiese riesci a vedere le isole Eolie tanto nitide che sembra toccarle. Il pianoro dove oggi svettano i merli del castello svevo-aragonese(lun-dom 9.00-13.00 / 15.00-19.30, intero €3), le sue torri e le molte sale d’armi era occupate dagli edifici sacri e pubblici dell’insediamento romano, probabilmente fortificato. Ma è col periodo normanno che Montalbano comincia a rispendere, dotandosi di mercati tanto che nel 1153 Idrisi la descrive così: “…la rocca, posta in mezzo ad alte montagne, è aspra assai a salirvi e a scenderne. Non ha pari per abbondanza del bestiame, del miele e di ogni altro prodotto agrario…”. Diviene un caposaldo della viabilità a controllo dei valichi sul Tirreno e il pianoro dell’Argimusco vede gli eserciti dirigersi verso Randazzo attraverso il corso del Flascio. Con gli Aragonesi è domus solaciorum, luogo di riposo e caccia per i reali che passano qui l’estate, tra le potenti mura del castello e la cappella palatina della S.S. Trinità che si trova dentro le mura. Si edifica la chiesa, oggi basilica, di Santa Maria Assunta e San Nicolò, la più grande, la più antica innalzata col titolo a San Pietro e Paolo e coeve, quelle di San Michele, oggi semidistrutta dal terremoto del 1978. Di poco posteriori le chiese di Santa Caterinae dello Spirito Santo, metà del XIV secolo, le cui piante hanno la forma del Tau e, narra la leggenda, sono costruite laddove erano prima i templi pagani. Terra mistica, di alchimisti e monoliti scolpiti dalla natura e dalla mano dell’uomo, dove scorre l’Elicona, sacro alle muse e dove le acque hanno poteri curativi, come la fonte Tironeper Federico III, che ancora oggi sgorga a poche centinaia di metri dalla porta urbica. Delle quattro che si ricordano, possiamo osservare la porta di terra ad est, per il transito delle merci sottoposte a dazio e la porta Gian Guarinoa ovest da cui accediamo al quartiere medievale, oggi recuperato a fini turistici riportando agibili le casette del borgo.

 Piccole curiosità

Arnaldo da Villanova: un alchimista a corte. Verso la metà del XIII sec. vicino Valencia, nasce e si forma una delle figure di spicco della cultura e della medicina medievale, Arnaldo o Arnau da Villanova, sapiente scrittore, fine erudito, medico e docente nelle università di tutta Europa. Diventa presto medico di corte e consigliere dei re d’Aragona e prima con Pietro e poi con Giacomo II, si conquista la sua posizione a corte. Appartiene al Terz’ordine francescano, vive in semplicità, non ha casa né moglie, gira a dorso d’asino e conosce i segreti dell’alchimia e della negromanzia cosa che lo rende inviso all’Inquisizione che lo attaccherà sempre fino a requisire e bruciare i suoi testi a qualche anno dalla morte. Il castello di Montalbano, residenza estiva del re Federico III, fratello di Giacomo e suo rivale per il regno di Sicilia, diventa così il fulcro di un sapere e di uno studio che effonde quell’alone di mistero sulla vita del medico catalano. I suoi resti vengono scoperti nel 1969, durante gli scavi per la ristrutturazione del castello in una umile cassa lapidea con un’iscrizione che i restauri del 2015 hanno riportato in luce. Chi abbia traslato il suo corpo da Genova alle cime dei Nebrodi però rimarrà ancora per molto un mistero.

Info tecniche.

LUNGHEZZA: 18,3 km – DISLIVELLO: IN SALITA 648 m IN DISCESA 1020 m

DIFFICOLTÀ: impegnativo – FONDO: 80% Sterrato – 20% Asfalto

Traccia.

Scarica qui la traccia da Wikiloc:

https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/pa-me-14-floresta-montalbano-29574250

Altimetria.

pa-me 14

 

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